GRUNDIG SV85 - UN AMPLIFICATORE POTENTE E RAFFINATO
- iz2ohl
- 25 feb 2024
- Tempo di lettura: 2 min

Questo amplificatore condivide con il fratello maggiore SV200 lo schema e la componentistica del preamplificatore e dello stadio finale, compresi gli 8 caratteristici poderosi 2N3055. L'unica differenza, a parte la mancanza dell'equalizzatore sostituito da un classico controllo di toni a due vie, consiste nel trasformatore di almentazione che fornisce allo stadio finale "solo" 26+26 Volt, col risultato che la potenza massima continua è inferiore rispetto a quella dell'SV200. Attenzione, la potenza massima non è tutto; la corrente istantanea di cui è capace, e quindi la dinamica con i carichi "ostici", è identica a quella del fratello maggiore in virtù dei già citati transistor di potenza impiegati nello stadio finale e delle medesime capacità di filtro, ben 15000+15000 uF!
Provate a confrontare con questi in figura i transistor dello stadio di potenza di altri amplificatori o, più semplicemente, se il peso si avvicina ai 14Kg di questo esemplare.

Fatta la presentazione tecnica, necessaria per non farlo passare ingiustamente come un prodotto di qualità inferiore ai fratelli maggiori SV200 eSV140, come la sigla potrebbe far pensare, passiamo all'ascolto.
Dunque come suona l'SV85?
L' SV85 suona benissimo; a volumi da appartamento è indistinguibile dal fratello maggiore e addirittura, in virtù del controllo di toni più semplice, la timbrica forse è ancora più cristallina. E' un amplificatore a transistor che suona come un valvolare. Certo, a confronto di altri amplificatori meno muscolosi può sembrare che i bassi siano enfatizzati. In realtà non è così; è la sua capacità di far suonare bene i diffusori più ostici che fa emergere le frequenze più basse che gli altri amplificatori meno muscolosi non riescono a riprodurre e quindi nascondono. Una qualità, questa, piuttosto rara che si ritrova solo in apparecchi di classe, e prezzo, elevati.
La conclusione è che GRUNDIG ha risparmiato sui gadget, per esempio i VUmeter e l'equalizzatore, ma non sulla qualità del suono. Basta guardare il commutatore per adattare l'impedenza sull'ingresso phono nel pannello posteriore per capire che è un apparato di gran classe.
E' la riconferma di un ottimo progetto di base che ha dato vita a una dinastia di apparati che meritano ancora oggi, a oltre 50 anni dalla nascita, di essere ascoltati e di fare bella mostra di sé in salotto.
Questo esemplare è nella rarissima tonalità "palissandro". È stato prodotto anche nelle varianticolor "pero" e "noce".
Se ne trovate uno in perfette condizioni non fatevelo scappare! Difficile trovare al giorno d'oggi qualcosa che suoni altrettanto bene e con una così ricca dotazione di ingressi (*) sotto cifre a tre zeri .

(*) gli ingressi DIN possono essere adattati ai connettori RCA in uso oggi